Liturgia e teologia liturgica

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Craig, Barry M.

Fracio Panis (ebook)

A History of the Breaking of Bread in Roman Rite

Fracio Panis (ebook)

The four biblical versions of the institution narrative give a simple description of the ritual observed by Jesus, who, while at table took a loaf, praised or blessed or gave thanks, broke the loaf, and gave it to his disciples saying, “Take! Eat! This is my body”. In this description, breaking is the only preparatory act between blessing and distribution. By contrast, the eighth-century Ordo romanus I has a more involved series of preparatory and communion rites, of which breaking the loaves is prominent. These rites were even more complicated in the Missale romanum of 1570, but only a single wafer-host would be broken, unseen by anyone other than the priest and at a different point in the sequence of elements. Four hundred years later in the newly reformed Missale romanum the fraction is in yet a different place, but it is again conspicuous. Clearly these rites in the Roman liturgy have undergone much movement or upheaval, even if so slowly as to go unnoticed. The historical data show that a new sort of fraction came into existence, prompted by confusion and misunder-standing, while the original practice slowly vanished due to other forces. Any adequate history of the celebration of the eucharist in the Roman rite must acknowledge this structural upheaval, and be able to explain it.

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Muroni (ed.), Pietro Angelo

Per ritus et preces (ebook)

Per ritus et preces (ebook)

Il presente volume raccoglie gli Atti dell’VIII Congresso internazionale di Liturgia. Il Pontificio Istituto Liturgico dell’Ateneo romano di S. Anselmo ha proseguito infatti il suo ventennale cammino dei Congressi internazionali, approdando al tema della sacramentalità della liturgia che trova la sua sorgente in un celebre passo della Costituzione liturgica  (SC 48). Nell’esperienza e nel cammino della riflessione teologica, specie nell’ultimo cinquantennio con l’avvento del Movimento liturgico e della considerazione della cosiddetta “questione liturgica” come costitutiva della riflessione sulla fede e costitutiva del sacramento, la sacramentalità della liturgia è diventata una realtà che ha suscitato e messo in risalto angolature di sensibilità, attenzioni e considerazioni teologiche differenti, emerse nello stesso Congresso. L’approfondimento teologico avvenuto nell’arco di questi giorni, grazie al prezioso apporto dei diversi relatori affidato alle righe di queste pagine, ha fatto emergere perciò l’immagine di un cammino non concluso, ma ancora da percorrere fino in fondo. Il Congresso ha voluto, indicare una via o meglio “la” via per affrontare il discorso teologico: l’interdisciplinarietà, non come “concessione” alla scienza, ma come “modo” di fare scienza. Nel consegnare ai lettori questo volume ci auguriamo di poter  contribuire alla riflessione teologica sulla sacramentalità della liturgia, per ritus et preces.

Contributi da Dionisio Borobio, Andrea Bozzolo, François Cassingena-Trévedy, Kevin Irwin, Michael Kunzler, Silvano Maggiani, Enrico Mazza, Albert Vanhoye, Pietro Angelo Muroni.

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Fehérváry, Jákó Örs

Multi sunt poenitentiae fructus (ebook)

Pénitence monastique au Ve–VIe siècles dans le paysage de la pénitence ecclésiale. Étude historico-théologique sur une interdépendance

Multi sunt poenitentiae fructus (ebook)

Le désir de la communauté chrétienne de reconduire le pécheur au Christ et de réparer ainsi l’unité de l’Eglise a donné jour dans la communauté chrétienne aux diverses formes de la pénitence. C’est le même désir qui a fait naître le système pénitentiel monastique. Si la pénitence monastique s’insère de cette manière dans l’économie de la pénitence ecclésiale, et montre une certaine parenté et similitude avec celle-ci, elle peut en même temps nuancer soit notre vision de la pénitence ecclésiale soit notre manière de l’étudier. C’est dans cette perspective que cette étude examine certains aspects des pratiques pénitentielle du monachisme occidental des Ve–VIe siècles, telles qu’elles sont décrites dans les sources monastiques, notamment législatives, de cette époque, en les examinant dans le contexte plus général de la littérature monastique et de la pratique pénitentielle de l’Église antique.

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Müller, Andreas

Kirchenbau als Symbol

Zur Grundlegung der Religions- und Liturgiedidaktik des christlichen Kirchenraums

Kirchenbau als Symbol

Kirchenbauten sind spirituelle Lernräume, die eine Begegnung mit dem Heiligen ermöglichen können. Im theologischen Fächerkanon hat dabei die Liturgiewissenschaft die besondere Aufgabe, die traditionelle Bedeutung und die spirituell-christliche Zeichenhaftigkeit der Kirchenbauten immer wieder in den Blick zu nehmen und den Menschen vor Augen zu führen. Entscheidende Partner der Liturgik bleiben Symboldidaktik und Religionspädagogik, indem sie den Kirchenraum als spirituellen Lernort und religiöses Lernmedium für die Menschen unterschiedlichster religiöser Entwicklung in einen lebensweltlichen und ästhetischen Zusammenhang rücken, sodass sich jede/r durch die symbolischen Potenziale der Kirchenräume in die Begegnung mit dem Göttlichen einüben kann. Die vorliegende Arbeit befasst sich mit den Kompetenzen, einen Kirchenraum bewusster wahrnehmen, angemessen symbolisieren und mit ihm religiös verantwortet umgehen zu können.

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Ecclesia Orans 34 (2017/2)

Ecclesia Orans 34 (2017/2)

O.-M. Sarr, Adnotationes; N.P. Chase, The Antiochenization of the Egyptian Tradition: An Alternate Approach to the Barcelona Papyrus and Anaphoral Development; L. Decousu, Imposition des mains et inaction: recherches sur l’adjunction de rites additionnels dans les liturgies baptismales primitives. Deuxième partie: L’onction;  S. Alexopoulos – D.B. Anatolikiotes, Towards a History of Printed Liturgical Books in the Modern Greek State: An Initial Survey; M.A. Esswein, The Johannine Tradition as „Apostolic“ Evidence for Early Christian Pascha Observance in the Quartodeciman Churches; G. Tornambé, La Reform de la Messe Chrismale (3). Le schema n° 51 du 30 november 1964 du coetus 17

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Ecclesia Orans 33 (2016/2)

Ecclesia Orans 33 (2016/2)

Renoux Ch., Lectionnaires et hymnaires arméniens et géorgiens 279; Tambwe R., L’Architecture sacrée pour une liturgie africaine authentique 303; Hadley J.Th., Divine Pageantry: Scenographic Architecture and the mise-en-scène of the Liturgy 341; Celiński Ł., Per una rilettura della storia della formazione e dello sviluppo del Messale Romano. Il caso del Messale di Clemente V 383; Lelièvre Y.-M. – Sarr O.-M., Dom Louis Brou, osb (1898-1961) : un bénédictin au service de la Liturgiewissenschaft 405; Sampson T.D., That Everyone May Hear and Praise God: The Liturgical Proclamation of Scripture in the Carolingian Era 427; Angelini M.I., Liturgia e emozione. Una cornice per raccogliere i frammenti. A margine di una recente pubblicazione 455; Book Reviews – Recensioni 483

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Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

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Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

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Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

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Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

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