Studia Anselmiana

La collana pubblicata dal Pontificio Ateneo S. Anselmo/Roma fu fondata in 1933. Include quattro sezioni (Analecta liturgica, Analecta monastica, Philosophica e Sacramentum). È diretta da P. Prof. Dr. László Simon O.S.B. (Pontificio Ateneo S. Anselmo).
Lista Studia Anselmiana

193

Étaix, Alexandre

Vivre est un art

La volonté libre ou la notion de προαίρεσις chez Jean Chrysostome

Vivre est un art

Pour cerner l’influence chrétienne sur l’évolution du concept de libre volonté, on se réfère habituellement à Augustin d’Hippone. La théologie grecque du IVe siècle propose pourtant une autre figure contemporaine, guère explorée et d’une importance tout aussi considérable pour la tradition chrétienne : l’évêque de Constantinople, Jean Chrysostome (ca. 350-407). L’attention de la présente étude se concentre sur son utilisation de la notion de προαίρεσις. Elle montre l’intégration de ce terme, employé auparavant par des écoles de philosophie, dans son anthropologie théologique. Tandis qu’elle décrit chez Aristote la dynamique d’un acte délibéré puis, dans le stoïcisme, une liberté face à tout déterminisme qui va jusqu’à désigner l’homme lui-même, la προαίρεσις est, chez Chrysostome, le mouvement d’une liberté vécue. Son origine est le noyau de la personne qui, par délégation d’un pouvoir démiurgique, s’engendre elle-même. Son art de vivre, façonné par des choix délibérés, crée alors une œuvre définitive et appelée à paraître devant Dieu. L’analyse de cette notion fondamentale dans un corpus volumineux dévoile une vision qui, moderne avant l’heure, exalte la liberté de l’homme et insiste sur sa responsabilité.

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192

Gargano, Guido Innocenzo

La spiritualità camaldolese delle origini

Gli eredi di san Romualdo abate tra Fonte Avellana e Camaldoli

La spiritualità camaldolese delle origini

Un percorso attraverso il clima culturale e spirituale di Fonte Avellana e Camaldoli durante i secoli X-XII permette di interpretare il messaggio contenuto nell’insegnamento e nell’esempio di vita di San Romualdo (secoli X-XI). Si giunge di questa maniera al concetto di una “idiorytmia camaldolese”, saltando a pie’ pari la dualità di “Vita Attiva (cenobio) – Vita contemplativa (eremo)”, e utilizzando finalmente la categoria di uomo unificato che consideri la necessità, per qualunque battezzato, quale che sia la sua forma di vita, sia “nel” mondo che “fuori” dal mondo, di diventare tutt’uno con Cristo, all’interno del riferimento teologico alla Communio Trinitatis e nell’esperienza della Perfecta Charitas.
Seconda edizione migliorata

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191

Pringuet, Laurence

Lui vous baptisera dans l’Esprit Saint

Hier et aujourd’hui

Lui vous baptisera dans l’Esprit Saint

« Que les sacrements du baptême et de la confirmation communiquent l’Esprit Saint était une évidence théologique si fortement enracinée dans les consciences, que nul ne songeait à s’interroger sérieusement sur ce qu’avaient au fond vraiment changé ces deux sacrements dans nos vies… » D’où vient ce que nous tenons comme une évidence qui ne paraît souffrir aucune remise en question ? La transition entre le baptême de Jean et le baptême chrétien reste un chantier de l’histoire du christianisme encore largement inexploré. De même la transition entre les représentations baptismales de la période patristique et celles du second millénaire. Face à beaucoup de déficiences dans les définitions médiévales du baptême et de la confirmation, il convient de se remettre à une écoute approfondie des témoins du christianisme en ses origines. Comment reçoit-on l’Esprit Saint ? Quel est le rapport entre le don de l’Esprit et les rites baptismaux ? Un tel réexamen de la tradition et la mise en lumière des ruptures du passé peuvent éclairer le présent, en permettant de mieux interpréter la nature de certains phénomènes contemporains, de les situer par rapport au baptême chrétien et à la Tradition du christianisme ancien. Une meilleure compréhension de la pneumatologie qui caractérise cette Tradition a en outre un grand enjeu œcuménique. 

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190

Bańdur, Robert Bernard

Il rito di benedizione delle campane nella tradizione romana dall’VIII fino al XIII secolo

Studio storico-liturgico-teologico

Il rito di benedizione delle campane nella tradizione romana dall’VIII fino al XIII secolo

Secondo un’antica tradizione, ogni oggetto destinato all’uso liturgico o all’ambito ecclesiastico, prima di essere usato, dev’essere benedetto. Anche le campane venivano benedette prima di essere sistemate sulla torre campanaria, come confermano numerose fonti liturgiche. Già nell’Alto medioevo, e precisamente nell’VIII secolo, ebbe inizio il rito romano della loro consacrazione, che nei secoli successivi ebbe una lenta ma graduale evoluzione fino al XIII secolo. Da allora è rimasto, in forma pressoché immutata, fino alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II. La finalità principale di questo studio è di ripercorrere lo sviluppo storico di questo rito nella liturgia romana, a partire dalla sua prima fonte scritta, fino ad arrivare al XIII secolo, vale a dire alla sua forma più evoluta. Un’altra finalità della presente ricerca è di analizzare in maniera approfondita il suo contenuto attraverso i testi eucologici per cercare di comprendere il significato delle campane nella Chiesa del Medioevo, così come nella vita quotidiana dei fedeli.

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189

Nouzille (ed.), Philippe

Il sacro

Atti del colloquio interfacoltà Pontificio Ateneo Sant’Anselmo Roma, 9-10 ottobre 2017

Il sacro

Le discipline insegnate al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, la filosofia della religione, la teologia e la liturgia, si occupano tutte, in un modo o nell’altro, della questione del sacro. Il centenario della pubblicazione del famoso libro di Rudolf Otto Il sacro. L’irrazionale nell’idea del divino e il suo rapporto al razionale (1917) è stata un’ottima occasione per riflettere ancora una volta su questo tema. Ad esso è stato quindi dedicato il colloquio interfacoltà del 2017, i cui atti sono presentati in questo nuovo volume di Studia Anselmiana. Se il libro e il pensiero di Otto offrono il punto di partenza, vengono molto rapidamente ripresi e reinterpretati in una prospettiva teologica prima che la riflessione sul sacro si apra e moltiplichi approcci, allontanandosi sempre più da questo punto di partenza, per parlare anche di sacrificio o di tempi e luoghi sacri. Sono quindi chiamate in causa la filosofia e la teologia sistematica, ma anche l’esegesi biblica, l’archeologia religiosa e la spiritualità dell’Oriente cristiano. Coinvolgendo il linguaggio come il dono, la filialità come l’essere-nel-mondo, l’antropologia come la creazione o la comunità, la questione del sacro è sempre cruciale per il pensiero, nel senso in cui appare centrale, ovviamente, ma soprattutto in cui si rivela come ciò che lo sfida in quanto pensiero.

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188

Geiger OSB (ed.), Stefan

Tra materia e fine

Atti dei convegni interfacoltà 2019-2020 Pontificio Ateneo S. Anselmo, Roma

Tra materia e fine

Materia e fine sono aree fondamentali della teologia e allo stesso tempo si prestano perfettamente allo scambio interfacoltà all’interno di un Ateneo Pontificio. I due convegni interfacoltà del 2019 e 2020 hanno dato l’opportunità di riflettere su materia, immaterialità, corporeità, morte (cristiana) ed eschaton. Riflessioni filosofiche fondamentali sull’argomento, anche per quanto riguardano le scienze naturali, si affiancano alla valenza teologica della materialità creaturale rispetto alla fine/morte cristiana, mentre la prospettiva liturgica si concentra sulla celebrazione e quindi sul trattare la materialità e la sua finitudine, cioè la lex orandi della morte cristiana.

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187

Cordeiro, José Manuel (ed.)Goñi (ed.), José AntonioMuroni (ed.), Pietro Angelo

«Mistagogus nobis, ad docendum Christi mysteria»

Miscellanea sul mistero del culto cristiano in onore del Prof. Juan Javier Flores Arcas, OSB

«Mistagogus nobis, ad docendum Christi mysteria»

L’Ateneo Sant’Anselmo, con la presente miscellanea, intende celebrare il servizio reso alla Chiesa dal Prof. Juan Javier Flores Arcas, OSB, docente al Pontificio Istituto Liturgico per 25 anni dove ha ricoperto anche il ruolo di Preside e Rettore dell’Ateneo. I diversi contributi, offerti da docenti di diverse provenienze, vengono suddivisi in cinque parti a seconda dell’area di interesse: 1. Fonti e Storia della liturgia; 2. Teologia liturgica; 3. Ars celebrandi e pastorale liturgica; 4. Liturgia e Spazio-Chiesa-Musica; 5. Bibbia e liturgia.

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186

Angelaccio, Silvia

«Poenitentia laboriosus quidam baptismus»

Da una definizione tridentina del sacramento della penitenza alla riscoperta della pena temporale come lavoro/sofferenza

«Poenitentia laboriosus quidam baptismus»

Il sacramento della penitenza ha lo scopo di riabilitare
il cristiano all’esercizio del proprio battesimo
nella comunione eucaristica, riconducendolo
nuovamente alla pace con Dio e con la Chiesa
dopo la rottura operata dal peccato grave. Negli
ultimi decenni si è passati da un sacramento della
penitenza percepito solo come sofferenza e sacrificio,
ad una penitenza nella quale – essendo rapportata
al perdono misericordioso di Dio – può
esserci soltanto la gioia. Il valore della laboriosità 
propria del sacramento della penitenza chiede
pertanto di essere pienamente recuperato, sia a livello
teologico che pratico: gli atti del penitente,
il “fare penitenza” in primis, non sono sufficientemente
armonizzati nella nuova ecclesiologia di
comunione inaugurata dal Vaticano II. Diventa
perciò necessario il recupero di quell’elemento di
operosità utile sia per riacquistare la dimensione
del fare penitenza, sia per riarmonizzare gli atti del
penitente con la parola assolutoria, per una retta
comprensione e celebrazione del sacramento della
riconciliazione-penitenza.

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185

Bunge, Gabriel

Les enseignements d’Évagre (Chapitres des disciples d’Évagre)

Le missing link entre la première et la deuxième controverse origéniste

Les enseignements d’Évagre (Chapitres des disciples d’Évagre)

L’ouvrage connu sous le titre Chapitres des disciples d’Évagre établit un rapport très étroit, moyennant ses « disciples » anonymes, entre la personne et la pensée d’Évagre le Pontique (ca 345-399) et le contenu doctrinal de cet ouvrage. Ce rapport serait même plus étroit encore si l’on acceptait la conclusion que le titre original de l’ouvrage était en réalité Enseignements d’Évagre, comme le suggèrent deux des plus anciennes citations. C’est donc par la personne d’Évagre, sa pensée et sa destinée posthume, paradoxales à plus d’un titre, que nous devons commencer notre enquête sur les rapports entre les doctrines personnelles de l’auteur des Enseignements d’Évagre et celles d’Évagre lui-même. La redécouverte de cet œuvre comble en partie le fossé des cent cinquante années entre la première controverse autour de la légitimité d’un recours aux «  livres d’Origène  » et sa réédition dans la première moitié du VIe siècle. Il nous permet donc d’entrevoir comment la pensée d’Évagre fut reçue et évolua dans les milieux monastiques cultivés de la Palestine, et de quelle manière elle s’enrichit d’éléments nouveaux. A l’aide de ce missing link et d’autres arguments, l’étude conclut que la condamnation d’Évagre comme “hérétique origéniste” était injustifiée.

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184

Metzger, Marcel

L’Église dans l’Empire romain. Le culte

Volume 2: Les célébrations

L’Église dans l’Empire romain. Le culte

Ce second volume de l’histoire de “l’Église dans l’Empire romain” présente les célébrations constitutives du culte chrétien, en commençant par celle qui en est le fondement et le centre, l’eucharistie. Cette action engage la participation de toute la communauté locale. Comme pour les autres institutions chrétiennes la documentation est assez réduite pour les trois premiers siècles, elle est bien plus abondante pour les époques suivantes. Le chapitre suivant présente le déploiement du culte chrétien dans le temps. Viendront ensuite les autres célébrations, qui concernent plus particulièrement un membre de la communauté ou un groupe, depuis les institutions baptismales jusqu’au funérailles. En dernier lieu seront présentées des traditions liturgiques qui n’ont pas de lien direct ou exclusif avec les communautés locales: les traditions des sanctuaires de pèlerinage et les traditions monastiques. À parcourir ce vaste panorama, qui part toujours des sources disponibles, on découvre que dans l’Empire romain les traditions liturgiques étaient bien vivantes. Voire aussi le premier volume.

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