Philosophica

09

Rindone, Salvatore

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità

Luigi Pareyson e Gianni Vattimo interpreti di Heidegger

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità è il binomio che risulta dall’interpretazione che Pareyson e Vattimo fanno del pensiero di Heidegger. Da questo duplice accostamento nasce la possibilità di rinvenire la genealogia del pensiero dei due filosofi italiani, nonché di rintracciare una rilettura dell’intera opera del filosofo tedesco. La divisione in due parti del saggio favorisce sia una lettura accurata circa la recezione del pensiero di Heidegger in Italia sia una sua possibile interpretazione come pensiero che si pone al crocevia della filosofia occidentale, alla fine della metafisica, e che inaugura un nuovo modo di considerare l’ermeneutica, elemento comune quest’ultimo della riflessione dei tre filosofi. La complessità di sguardi e di linguaggi che emergono da questo intreccio danno ragione di una questione interpretativa sull’ontologia e sul cristianesimo che tuttora rimane aperta: si è ancora chiamati a scegliere tra trascendenza e temporalità, oppure non esiste trascendenza che non sia già temporalità?

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08

Simón (ed.), Alfredo

Conoscenza ed affectus in Anselmo d’Aosta

Atti del simposio internazionale, Roma, 21–22 aprile 2009

Conoscenza ed affectus in Anselmo d’Aosta

In occasione del 900° anniversario della morte di S. Anselmo d’Aosta, la Facoltà di Filosofa del Pontificio Ateneo di S. Anselmo in Roma ha organizzato un simposio, nei giorni 21 e 22 aprile 2009, dal titolo “Conoscenza ed affectus in Anselmo d’Aosta”. L’obiettivo era indagare il rapporto tra desiderio e conoscenza nelle opere di Anselmo d’Aosta. Le diverse prospettive dei contributi mettono in evidenza soprattutto il versante antropologico della sua concezione di verità in chiave teologica e filosofica, ma anche mistica, psicologica e pedagogica. Le due dimensioni di affectus e pensiero sono state trattate sotto varie angolature centrate sul “desiderio”, l’esperienza, l’intellectus, la ratio, e la cogitatio, senza dimenticare approfondimenti sul contesto storico medievale e monastico.

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07

Karl, Siegfried

Ratio und affectus

Zum Verhältnis von Vernunft und Affekt in den Orationes sive meditationes und im Proslogion Anselms von Canterbury (1033/4–1109)

Ratio und affectus

Im 11./ 12. Jahrhundert gewinnt die menschliche Erfahrung und das religiöse Gefühl im Bereich des monastischen Lebens ein besonderes Gewicht und strahlt auch auf die Laienfrömmigkeit aus. Rationalisierung und Verinnerlichung sind die zwei zentralen Entwicklungslinien, die sich dann im Aufbruch des 12. Jahrhunderts herauskristallisieren. Das Verhältnis von Intellekt und Affekt ist in der Ausprägung der mittelalterlichen Meditation von besonderer Bedeutung. Entsprechend ist die Thematik dieser Arbeit, nämlich die systematische Frage nach der Interaktion von Vernunft und Affekt, ein Desiderat in der Anselmforschung. Affektive Grundeinstellungen und Erlebnisse haben für den Erkenntnisprozess eine große Bedeutung und sind für Anselm unabdingbar. Diese Einschätzung zeigt sich in der hohen Bedeutung des (religiösen) Dialogs für den Erkenntnisprozess. Diese Arbeit möchte erstmals in einer systematischen Perspektive aufdecken, wie Erkenntnis und Affekt bei Anselm zusammengehören und aufeinander bezogen werden.

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