Liturgy and Liturgical Science

105

Müller, Andreas

Kirchenbau als Symbol

Zur Grundlegung der Religions- und Liturgiedidaktik des christlichen Kirchenraums

Kirchenbau als Symbol

Kirchenbauten sind spirituelle Lernräume, die eine Begegnung mit dem Heiligen ermöglichen können. Im theologischen Fächerkanon hat dabei die Liturgiewissenschaft die besondere Aufgabe, die traditionelle Bedeutung und die spirituell-christliche Zeichenhaftigkeit der Kirchenbauten immer wieder in den Blick zu nehmen und den Menschen vor Augen zu führen. Entscheidende Partner der Liturgik bleiben Symboldidaktik und Religionspädagogik, indem sie den Kirchenraum als spirituellen Lernort und religiöses Lernmedium für die Menschen unterschiedlichster religiöser Entwicklung in einen lebensweltlichen und ästhetischen Zusammenhang rücken, sodass sich jede/r durch die symbolischen Potenziale der Kirchenräume in die Begegnung mit dem Göttlichen einüben kann. Die vorliegende Arbeit befasst sich mit den Kompetenzen, einen Kirchenraum bewusster wahrnehmen, angemessen symbolisieren und mit ihm religiös verantwortet umgehen zu können.

detail

Ecclesia Orans 34 (2017/2)

Ecclesia Orans 34 (2017/2)

O.-M. Sarr, Adnotationes; N.P. Chase, The Antiochenization of the Egyptian Tradition: An Alternate Approach to the Barcelona Papyrus and Anaphoral Development; L. Decousu, Imposition des mains et inaction: recherches sur l’adjunction de rites additionnels dans les liturgies baptismales primitives. Deuxième partie: L’onction;  S. Alexopoulos – D.B. Anatolikiotes, Towards a History of Printed Liturgical Books in the Modern Greek State: An Initial Survey; M.A. Esswein, The Johannine Tradition as “Apostolic” Evidence for Early Christian Pascha Observance in the Quartodeciman Churches; G. Tornambé, La Reform de la Messe Chrismale (3). Le schema n° 51 du 30 november 1964 du coetus 17

detail

Ecclesia Orans 33 (2016/2)

Ecclesia Orans 33 (2016/2)

Renoux Ch., Lectionnaires et hymnaires arméniens et géorgiens 279; Tambwe R., L’Architecture sacrée pour une liturgie africaine authentique 303; Hadley J.Th., Divine Pageantry: Scenographic Architecture and the mise-en-scène of the Liturgy 341; Celiński Ł., Per una rilettura della storia della formazione e dello sviluppo del Messale Romano. Il caso del Messale di Clemente V 383; Lelièvre Y.-M. – Sarr O.-M., Dom Louis Brou, osb (1898-1961) : un bénédictin au service de la Liturgiewissenschaft 405; Sampson T.D., .That Everyone May Hear and Praise God: The Liturgical Proclamation of Scripture in the Carolingian Era 427; Angelini M.I., Liturgia e emozione. Una cornice per raccogliere i frammenti. A margine di una recente pubblicazione 455; Book Reviews – Recensioni 483

detail

36

Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

detail

170

Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

detail

35

Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

detail

169

Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

detail
Benini, Marco

Johannes Eck – Kontroverstheologe und Pfarrer

Sein Pfarrbuch als Quelle für Liturgie und Frömmigkeit in der Reformationszeit

Johannes Eck – Kontroverstheologe und Pfarrer

Johannes Eck gilt als der profilierteste theologische Gegenspieler Martin Luthers. Mit dem 500-jährigen Reformationsgedenken fällt neues Interesse auf den bedeutenden Kontroverstheologen der bayerischen Landesuniversität Ingolstadt. Zugleich war Eck auch Pfarrer der Ingolstädter Pfarr-, Herzogs- und Universitätskirche Zur Schönen Unserer Lieben Frau (1525–1532 und 1538–1540). Dazu legte er für sich und seine Nachfolger ein Pfarrbuch an, in dem er sämtliche praxisrelevanten Informationen im Laufe des  Kirchenjahres festhielt. So schuf er eine hochinteressante Quelle für Liturgie und Frömmigkeit zur Reformationszeit.
Die vorliegende Publikation beleuchtet die Biographie Ecks und stellt dar, wie Eck als Pfarrer gewirkt und Gottesdienst gefeiert hat.

detail

11

Stock, Alex

Morgen

Theologie einer Tageszeit

Morgen

Die Theologie der Tageszeit ist auch eine Poetik. Ihre Quellen sind poetischer Natur, Lieder, Liturgien, Gedichte. Ihre Zusammenstellung hat poetischen Charakter, ein Ensemble von Stücken zu einem Thema, nicht historisch angeordnet, sondern in den Raum hineinkomponiert, wie Bilder einer Ausstellung.

Rezension  in “Christ in der Gegenwart” vom 16. Oktober 2016

detail