Studia Anselmiana

174

Monfrinotti (ed.), Matteo

La decretale di Papa Innocenzo I al vescovo di Gubbio Decennio

La decretale di Papa Innocenzo I al vescovo di Gubbio Decennio

La Lettera Decretale, pur datata 416, tratta problematiche che sono ancora attuali, prima fra tutte la necessità della comunione e dell’obbedienza in seno alla comunità ecclesiale, per assicurare fedele continuità all’esemplare Chiesa apostolica. La rivisitazione di elementi fondanti la prassi liturgica, richiamati nel documento di Innocenzo I, dimostrano quanto sia possibile l’insorgere di perplessità lungo il cammino della Chiesa e quindi l’esigenza di rassicuranti chiarimenti dettati dalla cattedra di Pietro, che non si rivolgono solo a una Chiesa particolare, ma assumono valore universale. Una rinnovata riflessione di carattere storico e teologico sui significati della liturgia e sul valore dei sacramenti non può che giovare all’unità della Chiesa ravvivandone la luce originaria e sollecitando studi e approfondimenti che ne arricchiscono e vivificano la missione.

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173

Rindone, Salvatore

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità

Luigi Pareyson e Gianni Vattimo interpreti di Heidegger

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità è il binomio che risulta dall’interpretazione che Pareyson e Vattimo fanno del pensiero di Heidegger. Da questo duplice accostamento nasce la possibilità di rinvenire la genealogia del pensiero dei due filosofi italiani, nonché di rintracciare una rilettura dell’intera opera del filosofo tedesco. La divisione in due parti del saggio favorisce sia una lettura accurata circa la recezione del pensiero di Heidegger in Italia sia una sua possibile interpretazione come pensiero che si pone al crocevia della filosofia occidentale, alla fine della metafisica, e che inaugura un nuovo modo di considerare l’ermeneutica, elemento comune quest’ultimo della riflessione dei tre filosofi. La complessità di sguardi e di linguaggi che emergono da questo intreccio danno ragione di una questione interpretativa sull’ontologia e sul cristianesimo che tuttora rimane aperta: si è ancora chiamati a scegliere tra trascendenza e temporalità, oppure non esiste trascendenza che non sia già temporalità?

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172

López-Tello García (ed.), EduardoNouzille (ed.), PhilippeSarr (ed.), Olivier-Marie

Parola e Scrittura

Parola e Scrittura

Il movimento del presente volume vuole liberare la parola/Parola dalla scrittura/Scrittura, darle spazio tramite l’ermeneutica e mostrare la sua possibile reinscrizione in un nuovo corpo, quello vivo di chi la riceve e/o della comunità in cui vive. In una prospettiva interdisciplinare, la teologia e la liturgia non possono non sentire la critica che viene dalla filosofia di cadere in pura metafisica – critica che la filosofia indirizza prima a una gran parte del proprio discorso. Uscirne implicherebbe una nuova riflessione sul linguaggio, nella sua doppia dimensione di parola e di lingua, sulla parola come aver luogo ed evento.

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171

Flores Arcas (ed.), Juan JavierSawicki (ed.), Bernard

La “divina pietas” e la “suppletio” di Cristo in S. Gertrude di Helfta: una soteriologia della misericordia

La “divina pietas” e la “suppletio” di Cristo in S. Gertrude di Helfta: una soteriologia della misericordia

L’influenza teologica e spirituale che S. Gertrude di Helfta ha avuto è stata molto grande. Il convegno tenuto a Roma nelle giornate dal 15 al 17 novembre 2016 ha dimostrato l’interesse crescente per la grande mistica della Sassonia. I temi teologici scelti, la pietas e la suppletio, apparivano strettamente legati al tema centrale dell’anno giubilare della Divina Misericordia, indetto dal Sommo Pontefice, che giungeva al termine proprio durante lo svolgersi del convegno. La “pietas” si inscrive in una costellazione di termini che descrivono il complesso armonico delle disposizioni di Dio, in particolare di Cristo, verso gli uomini. La “pietas”, di cui scrive Santa Gertrude, è destinata in particolare a sottolineare la qualità della tenerezza misericordiosa. La “suppletio” in Gertrude si colloca nell’orizzonte del rapporto tra la vita e la passione e morte di Cristo e la nostra salvezza, presentandosi come rilettura, sul versante dell’esperienza spirituale, di temi propri della soteriologia tipica del suo tempo. L’azione di Cristo indicata dalla sua “suppletio” si presenta come realtà che “pone rimedio” o “colma” una radicale insufficienza. In questo senso, il tema della “suppletio” si comprende adeguatamente alla luce di altre tematiche presenti nell’opera della santa di Helfta.

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170

Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

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169

Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

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168

Tichý, Radek

Proclamation de l'Évangile dans la Messe en Occident

Ritualité, histoire, comparaison, théologie

Proclamation de l'Évangile dans la Messe en Occident

La question qui nous intéresse est la suivante : que se passe-t-il lorsqu’on lit une péricope évangélique au cours de la messe ? Pour y répondre, nous partons de la célébration elle-même, c’est-à-dire de son aménagement actuel et passé dans les quatre liturgies occidentales dont trois sont encore en vigueur, la quatrième y étant étroitement liée : les liturgies romaine, ambrosienne, hispano-mozarabe et gallicane. Nous cherchons également la réponse en examinant la genèse des éléments liturgiques et leur développement historique ainsi que les explications contenues dans les livres liturgiques. Finalment nous examinons le caractère général de la proclamation de l’Évangile d’un point de vue liturgique, en nous interrogeant sur l’origine de la procession solennelle au sein de la liturgie de la Parole, et nous esquissons quelques pistes d’interprétation théologique à partir de la liturgie.

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167

Vogüé, Adalbert de

Histoire littéraire du mouvement monastique dans l’Antiquité. Deuxième partie : Le monachisme grec

Vol. 3 : Du désert de Gaza à Constantinople

Histoire littéraire du mouvement monastique dans l’Antiquité. Deuxième partie : Le monachisme grec

Le dernier volume de l’ «Histoire littéraire » du monachisme grec comporte les écrits qui nous viennent du Désert de Gaza, suivis de l’Echelle sainte de saint Jean Climaque, dont on pourrait dire qu’elle est l’épitomè tardive de toute la sagesse monastique antérieure. Les écrits qui viennent ensuite relèvent, chez Cyrille de Scythopolis, du genre hagiographique, tandis que dans le Pré spirituel de Jean Moschus nous lisons une attachante Légende dorée de tous nos anciens Pères. Avec le Pseudo-Denys, Maxime le Confesseur et Thalassios, qui viennent ensuite, nous retrouvons des pages plus doctrinales où résonne parfois l’écho des origines : Evagre le Pontique et, au-delà, Origène. Le volume se termine avec la biographie de Thédore Studite.

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166

Vogüé, Adalbert de

Histoire littéraire du mouvement monastique dans l’Antiquité. Deuxième partie : Le monachisme grec

Vol. 2 : De l’Histoire Lausiaque aux premiers Acémètes (V°–VII° siècles)

Histoire littéraire du mouvement monastique dans l’Antiquité. Deuxième partie : Le monachisme grec

Le deuxième volume de l’histoire littéraire du monachisme grec concerne l’Histoire Lausiaque de Pallade et l’anonyme Histoire des moines en Egypte, ainsi que l’Histoire des moines de Syrie contée par Théodoret. Ces collections de figures prestigieuses attestent le puissant développement du monachisme dans diverses régions. En même temps, plusieurs personnalités singulières font l’objet d’une attention spéciale : ici Hypatios et Marc le Moine, ailleurs Diadoque de Photicé et l’auteur – ou plutôt les auteurs – des nombreux et remarquables écrits attribués à «Macaire». Ce rayonnement du monachisme de tous côtés est particulièrement éclatant dans l’Egypte d’alors, où les recueils d’apophtegmes laissent entrevoir une multitude d’ascètes singuliers, à la fois originaux et apparentés.

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165

Vogüé, Adalbert de

Histoire littéraire du mouvement monastique dans l’Antiquité. Deuxième partie : Le monachisme grec

Vol. 1 : De la vie de Pachôme aux écrits d’Evagre le Pontique (IV°–V° siècles)

Histoire littéraire du mouvement monastique dans l’Antiquité. Deuxième partie : Le monachisme grec

Ce premier volume sur l’histoire littéraire du monachisme grec parcourt une demi-douzaine d’oeuvres fondamentales du monachisme oriental à ses débuts. Ce sont d’abord la Première Vie grecque de saint Pachôme et ses deux compléments (Paralipomènes et Lettre d’Ammon), puis les Lettres de Basile et ses Règles, ainsi que les écrits des deux autres grands Cappadociens, Grégoire de Nazianze et Grégoire de Nysse. De là nous passons à l’oeuvre foisonnante de Jean Chrysostome et aux nombreux écrits d’Evagre le Pontique, qui a tant influé sur le monachisme occidental à travers Cassien.

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