Reihen

09

Dalarun (ed.), Jacques

Das neuentdeckte Franziskusleben des Thomas von Celano

Das neuentdeckte Franziskusleben des Thomas von Celano

Was hat Franziskus im 13. Jahrhundert gewollt und wirklich umgesetzt? Das beschäftigt die Forschung bis heute. Im Jahr 2015 wurde eine bisher unbekannte Lebensbeschreibung aus den Jahren kurz nach seinem Tod entdeckt, die der Franziskusforschung neue Einsichten vermittelt. Die vorliegende Textausgabe bringt erstmals eine deutsche Fassung der „Vita brevior“ des Thomas von Celano.

Übersetzt und herausgegeben von Leonhard Lehmann und Johannes Schneider

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101

Seidl, Theodor

Ijobs Monologe

Sprachwissenschaftliche Analysen zu Ijob 29-31

Ijobs Monologe

Das Ijob-Buch beschäftigt den Exegeten des Alten Testaments ein Forscherleben lang. Die zahllosen sprachlichen und inhaltlichen Probleme von Rahmenerzählung und Dichtung stellen ihn ständig vor neue Fragen. Ihre Beantwortung ist komplex und anspruchsvoll. Die vorliegende Studie widmet sich drei Texten der Ijob-Dichtung, die an der Peripetie ihres dramatischen Fortgangs stehen: Drei Monologe Ijobs bilden den Übergang vom Dialog mit den Freunden hin zu den Gottesreden. Sie bieten einen zusammenhängenden Argumentationsgang und sind doch Größen für sich. Ihren sprachlichen Mitteln und ihren textlichen Strukturen gehört das Interesse dieser Untersuchung.

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100

Rechenmacher, Hans

In Memoriam Wolfgang Richter

In Memoriam Wolfgang Richter

Der Münchner Hebraist Wolfgang Richter (1926-2015) hat in seinen Fächern Exegese des Alten Testaments und altorientalische Sprachen Bahnbrechendes geleistet und ganze Generationen von Schülern geprägt. Seine präzise Arbeitsweise, die konsequent literaturwissenschaftliche Analyse und sorgfältige syntaktische Beschreibung verbindet, hat dauerhafte Maßstäbe gesetzt. In diesem Gedenkgang würdigen Schüler und Mitarbeiter die Lebensleistung ihres Mentors.

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36

Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

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170

Cortoni, Claudio Ubaldo

«Habeas corpus»

Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanità al culto eucaristico (sec. VIII-XV)

«Habeas corpus»

Lo studio ripercorre le tappe storico-teologiche che hanno interessato lo sviluppo della devozione all’umanità di Cristo e del culto eucaristico in coincidenza con la crisi cristologico-trinitaria medievale. Il percorso si snoda attraverso quattro momenti fondamentali dello sviluppo del pensiero teologico medievale. Un primo momento condizionato dal fisicismo eucaristico come approdo del monopersonalismo cristologico, sviluppato nella chiesa carolingia in polemica con l’adozionismo della chiesa mozarabica. Un secondo momento è segnato dal nichilismo cristologico degli Intellectuales, i quali elaborano una definizione di sacramento in genere per restituire al corpo sacramentale di Cristo il suo sfondo simbolico. Il terzo momento si presenta come una risposta della chiesa medievale alla società pluriereticale, segnata sopra ogni cosa dal dualismo cristologico del movimento cataro. Il dibattitto aperto dalle eterodossie bassomedievali sulla forma ecclesiae, introducono al quarto momento, che vede la perfetta strutturazione del pensiero scolastico sacramentale in Raimondo Lullo e il tramonto di questo con l’avvento di John Wyclif e degli Hussiti in Boemia. Al cuore della ricerca c’è dunque il tentativo di riportare al centro dell’interpretazione dell’eucaristia il valore soteriologico della dispentatio Christi, ovvero il corretto rapporto tra quanto operato da Cristo per la salvezza del mondo e il sacramento eucaristico, memoriale della salvezza al cui centro, nella logica celebrativa medievale, si trova la comunione dei credenti.

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35

Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

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169

Benedetto, Marco Di

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

Celebrazione e impegno per il regno di Dio. Percorsi di ermeneutica conciliare e liturgica

«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»

La ricerca dottorale di Marco Di Benedetto prende origine dalla domanda sulla natura della relazione tra la celebrazione liturgica e l’impegno nel mondo in vista del Regno di Dio. Riconosciuti quali dimensioni costitutive della “vita cristiana”, i termini della relazione indicano nel soggetto antropologico – celebrante e impegnato – il ‘luogo teologico’ per eccellenza della sintesi vitale tra il movimento memoriale-profetico dell’esperienza cristiana, attuato per mezzo del suo codice rituale-simbolico, e l’ethos con cui realizzare la speranza del Regno di Dio nella distensione dei tempi e degli spazi del mondo. Tale consapevolezza spinge la ricerca in re liturgica a verificare e adeguare la pertinenza dei suoi metodi di studio alla necessaria riferenza al vissuto dei celebranti. Un fecondo dialogo con l’ermeneutica fenomenologica del testo e dell’azione può contribuire ad individuare nuovi spazi di esplorazione per una scientia liturgica che voglia offrire un originale contributo di comprensione teologica all’istanza contemporanea della soggettività a partire dall’esperienza rituale.

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50

Bestle-Hofmann, Verena

Unus liber de sancto Benedicto

Das Benediktskompendium des Jean de Stavelot und die Klosterreform des 15. Jahrhunderts

Unus liber de sancto Benedicto

In den Jahren 1432-1437 schrieb und illuminierte der Lütticher Benediktinermönch Jean de Stavelot in der Abtei Saint-Laurent einen Codex, den der Verfasser in einer Chronik als unus liber de sancto Benedicto aufführt. Die von kunsthistorischer Seite bisher weitgehend unbeachtete Handschrift enthält Texte zum Leben und Wirken des hl. Benedikt sowie eine Abhandlung zum klösterlichen Leben. Das Kompendium ist mit 92 Miniaturen überaus reich ausgestattet. Eine typologisch instrumentierte Bilderfolge zum Leben des hl. Benedikt auf 35 Doppelseiten ist einzigartig in der ordenseigenen Bildtradition. Mit diesem, sich annähernd durchgehend auf den Ordensgründer beziehenden Text- und Bildprogramm stellt die Handschrift ein bemerkenswertes Zeugnis der monastischen Selbstvergewisserung eines Benediktinerklosters im 15. Jahrhunderts dar. Die vorliegende Publikation liefert erstmals eine grundlegende Untersuchung der Sammelhandschrift – im Zentrum steht dabei die Erforschung der ungewöhnlichen typologisierenden Benediktsvita – sowie eine geistes- und sozialhistorische Studie zu Entstehung, Verwendungszweck und Adressatenkreis des Buches vor dem Hintergrund benediktinischer Klosterreform im 15. Jahrhundert.

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